In Corea, l’Italia è un mito

Mi chiamo Maria Adorno: a dire il vero, a casa, a scuola, nella mia città, Pescara, mi chiamavano Maria Piera.

Maria Adorno

Maria Adorno

Vivo e lavoro a Seoul dal 2008: qui, tanti mi conoscono come “Maria” (anche molti miei studenti si dimenticano il “Professor“. “Maria” basta, a Seoul.

Nel 2006 ho vinto il concorso indetto dal nostro Ministero degli Affari Esteri: quando sono arrivata, nel 2008, ho cominciato a lavorare, insegnando italiano, lingua e cultura, in una sola università, in due corsi, a dodici studenti. Sono l’unica persona ad avere quest’incarico, in tutta la Corea del Sud: ne sono molto orgogliosa.

Ora, dopo tutto questo tempo, i corsi sono diventati sei, le università due, gli studenti quasi trecento. TUTTI i miei studenti sono innamorati dell’Italia e della nostra bellissima lingua. Non ho avuto necessità di motivarli: in Corea, l’Italia è un mito.

Con questi meravigliosi studenti si possono fare molte cose: nel 2013, in occasione del bicentenario della nascita di Verdi, ho lavorato a una lezione speciale, a cui hanno collaborato un baritono, un soprano, un pianista, tutti miei studenti, oltre ad altri studenti che hanno collaborato alla parte elettronica (qui sono tutti maestri, in questo campo): tutti volontari.

Sabato scorso (21 febbraio 2015 ndr) a Pescara, nella sala conferenze del Museo Colonna, concessa gratuitamente, grazie al patrocinio del Comune di Pescara, ho presentato un mio lavoro, dal titolo ”I nostri migranti, un concerto a più voci”.

Ad ottobre, in occasione della Settimana della Lingua italiana nel mondo, avevo presentato a Seoul una lezione speciale dedicata a quattro migranti. Nei mesi scorsi ho ricevuto ulteriori contributi, uno dall’Australia e uno dall’America del Nord, così i personaggi sono diventati sei.

A Seoul, con la collaborazione di miei studenti ed altri volontari italiani, la lezione speciale era stata presentata in italiano ed inglese, a Pescara tutti i personaggi,(tra i quali tre miei studenti coreani, arrivati da Siena, città nella quale stanno frequentando un corso di italiano, all’Università per Stranieri, di Siena, appunto) hanno parlato in italiano.

La “colonna” dell’evento è stata la signora Gabriella Marcotullio, animatrice dell’Associazione Domenico Tinozzi : si è adoperata per il reperimento della sala, ha contattato il Coro polifonico Città di Pescara, che ha eseguito un apprezzatissimo concerto. La ditta Fabbrini ha concesso in uso un piano Steinway & Sons, importante nell’economia dello spettacolo, perchè il secondo emigrante, abruzzese, era Sante Auriti, forse l’unica persona al mondo in grado di costruire, in tutti i suoi dettagli, un elaboratissimo piano, della Steinway & Sons, appunto.

Il Maestro Russo, oltre a dirigere il Coro, ha suonato “My way”, mentre veniva lanciata una seguenza di immagini in cui si vedeva il Sig. Auriti al lavoro. Uno dei tre studenti ha funto da pianista per le altre parti del lavoro.

I personaggi italiani erano tre: io, il Dr. Silvestro Profico e un ragazzo, Ludovico Mincarini: tutti e due hanno recitato in modo inappuntabile.

I tre ragazzi coreani sono rimasti conquistati dall’accoglienza del pubblico e dalle innegabili bellezze di Pescara, esaltate da un tempo bellissimo. Sono stati invitati a tornarci, nel prossimo futuro.

Uno dei tre studenti coreani ( il più temerario: ha affrontato il pubblico dopo aver studiato l’italiano per meno di tre settimane) veniva da Gangneung, una città sulla costa orientale della Corea, in una regione, il Gangwon-do, che a me, da tanti anni in Corea, ma tanto vicina a tutto il nostro bel Paese, e, ancor di più, all’Abruzzo , ricorda tanto la nostra bella regione.

Corea - Alpensia resort

Corea – Alpensia resort

L’ho scoperta due anni fa: avevo deciso di visitare un centro sulle montagne, Alpensia; un villaggio turistico creato in poco tempo dal nulla, con alberghi di lusso, strade e strutture che richiamano un villaggio svizzero, in vista dei Giochi Olimpici invernali del 2018. Per quell’anno la regione e la costa saranno collegata, in pochissimo tempo, dai velocissimi treni KTX, ora, con corse a frequenza impressionante, in meno di tre ore, con autobus molto confortevoli ed economici.

La distanza dal mare è più o meno la stessa esistente tra la nostra Passo Lanciano e la costa. Non scio, così, con l’efficientissimo servizio di trasporti pubblici coreani, in meno di un’ora, sono arrivata a Gangneung, e lì mi è sembrato proprio di essere in Abruzzo. La bellissima spiaggia assomiglia, in grande, a quella di Pineto.

Poco più a nord c’è un famoso Parco Nazionale (ma ce ne sono molti, come in Abruzzo, nell’intera regione) che mi ricorda tanto i bellissimi parchi abruzzesi

Corea - emblema parco nazionale

Corea – emblema parco nazionale

Persino l’emblema è un orso, l’orso bruno asiatico.

A Osaek ci sono anche delle fonti minerali calde (sfruttate solo per bagni termali) che mi hanno fatto pensare a Popoli (sono molto affezionata alle terme di Popoli).

Insomma, mi piacerebbe tanto proporre un gemellaggio tra le due regioni.

 

 

 

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Storie di una docente pescarese in Corea.
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