Dopo il Restauro -”Scene della campagna d’Africa” di Pietro Cascella

Gli Assessorati alle Tradizioni cittadine e alle Politiche e beni culturali del Comune di Pescara, in collaborazione con il FAI (Fondo Ambiente Italiano) –Delegazione FAI – Pescara, organizzano congiuntamente un incontro presso il Museo civico “Basilio Cascella” nella serata di giovedì 24 novembre 2016 con inizio alle ore 17.30.

Pietro Cascella - presentazione dopo il restauro

L’occasione è data dalla presentazione pubblica dell’opera “Scene della campagna d’Africa”, tempera e gessetto su carta attribuita a Pietro Cascella, che è stata oggetto di un intervento di restauro a cura dallo Studio di Valentina Muzii di Teramo, la cui spesa è stata sostenuta dal FAI di Pescara.
Il dipinto del XX secolo, conservato per diversi anni nei magazzini del Museo e ora riportato ad una nuova integrità sia nel supporto ligneo che soprattutto nella parte pittorica, sarà quindi stabilmente collocato nelle sale espositive nell’ambito della ricca collezione museale che, come è noto, raccoglie le opere di cinque generazioni della dinastia pescarese dei Cascella.

La Delegazione di Pescara del FAI, già promotrice di diverse altre iniziative di valorizzazione del patrimonio storico-artistico del Museo “Basilio Cascella”, ha interamente sponsorizzato l’intervento di restauro, confermando così il proprio impegno di volontariato culturale al servizio dei cittadini e a tutela delle testimonianze artistiche e identitarie della città stessa.

Nel corso dell’evento in programma il 24 novembre, interverranno i rappresentanti delle istituzioni che hanno reso possibile tale iniziativa: gli Assessori alle Tradizioni cittadine e alle Politiche culturali del Comune di Pescara Paola Marchegiani e Giovanni Di Iacovo , il Soprintendente A.B.A.P. dell’Abruzzo Francesco Di Gennaro e il Capo delegazione FAI di Pescara Rosaria Morra.

Gli aspetti tecnici saranno poi illustrati dalla Funzionaria della Soprintendenza A.B.A.P. Abruzzo Filomena Gatta, dallo Storico dell’arte del FAI di Pescara Giovanni Paolo Maria de Cerchio e dalla restauratrice Valentina Muzii.

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