Civita d’Antino alla riscoperta delle tradizioni pastorali

L’antichissimo processo per la produzione del formaggio

CIVITA D’ANTINO. DOMENICA coi pastori ad “Antinum”, dove la Pro-loco ha riacceso i riflettori sulle tradizioni pastorali nel piazzale Santa Maria, uno degli angoli più suggestivi del centro rovetano dove, a cavallo tra fine ottocento e primi del novecento, nacquero tanti capolavori dei grandi artisti danesi capitanati da Kristian Zahrtmann. E’ stata una giornata all’insegna delle tradizioni che muove i primi passi con l’apertura del mercatino dei prodotti locali,  per poi lasciare spazio ai protagonisti assoluti dell’evento: i pastori, in azione a partire dalle 11 con la mungitura delle pecore, primo atto dell’antichissimo rituale di produzione del formaggio.autunno

“L’ottimo prodotto, che nasce secondo le antiche tradizioni pastorali”, svelano  Enrico Cerroni, Domenico Panella (fifotta), Pietro Di Cesare, Armando Di Cesare e Raffaele Cerroni, “inizia a prendere forma dopo la mungitura e cagliatura: il latte “indurisce” e si forma la “giuncata”. Qui inizia la mescolatura con il “rompituro” fino a quando raggiunge la temperatura giusta per toglierlo dal fuoco e lasciarlo sedimentare sul fondo del “cotturo”:  a quel punto si taglia il blocco di formaggio con un filo e si mette nei “cassicci”. Il latte rimasto viene rimesso sul fuoco per fare la ricotta che finisce nelle “frocelle” di vimini, mentre il siero viene utilizzato per ingrassare i maiali”.

Alla fine del suggestivo “processo produttivo”, alle 13 in punto, nel piazzale Santa Maria, scatta la degustazione dei sapori di un tempo con sullo sfondo gli scenari mozzafiato che stregarono gli artisti del Nord Europa.  “Il nostro obiettivo è duplice”, afferma il presidente della Pro-loco, Tonino Di Cesare, in perfetta sintonia con i componenti del direttivo, Paolo Calzetta (Vicepresidente), Katia Colucci (Tesoriere), Enrica Panella (Segretario), Raffaele Panella, Barbara Abbondanza, Giovanni Panella,  Luciano Stirpe e Federico Panella (Consiglieri), “far riscoprire un vecchio mestiere e far ammirare i luoghi che conquistarono il cuore e la mente di Zahrtmann e degli artisti del Nord Europa”.

Al termine della degustazione è partita la visita guidata ad alcuni gioielli di Civita D’Antino: Museo Archeologico, Torre dei Colonna e Cimitero Napoleonico. La Pro-loco, quindi, punta alla riscoperta di un vecchio mestiere un po’ in disuso, anche a Civita, dove un solo giovane sta seguendo le orme dei padri, Alberto Di Cesare: “porto avanti una tradizione antichissima facendo tesoro delle testimonianze dei vecchi pastori con lo spirito di riscoprire un vero mestiere”.

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