‘IL TEATRO DEL BUIO’, UN LIBRO ABRUZZESE DOC

Un thriller imperdibile sulla difficile arte di diventare adulti

Il teatro del buio - Copertina libro

Copertina libro

“Le luci si abbassarono, le quinte si tinsero di nero e la sala si riempì di ombre … Improvvisamente quello era diventato il teatro del buio”.

Il teatro del buio è un lavoro a quattro mani delle amiche abruzzesi ANGELA CAPOBIANCHI (nata a Pescara) e RITA GAMBESCIA (nata a Lanciano). Da ragazzine giocavano insieme e, quasi per ritrovare la complicità e il divertimento di quell’età decidono, da adulte, di mettersi appunto “in gioco” con una partita letteraria a due, dando ciascuna il suo contributo con gli strumenti della propria fantasia e della propria indole. Da questa preziosa collaborazione nasce un eccellente romanzo giallo per ragazzi, ma gradevole e appassionante anche per quelli che ragazzi non sono più.

La Capobianchi,  da sempre attratta dalle atmosfere a più segreti del giallo, aveva il desiderio sperimentare anche qualcosa di diverso rispetto alla sua letteratura di riferimento, rivolta ad un pubblico già abituato ad atmosfere spigolose. La Gambescia ha avuto il compito e il merito di portare un tocco di leggerezza, smussando la visione dura dei gialli per adulti. Entrambe, in passato, si sono cimentate nella scrittura di romanzi di buon successo.
La Capobianchi ha scrittoi gialli Le ragioni del Lupo, a cui sono seguiti Delitto alle terme, I giochi di Carolina, Esecuzione ed il racconto A pranzo con la zia.

Angela Capobianchi

Angela Capobianchi

Rita Gambescia ha invece pubblicato Il villaggio dove avevano tutti un cane, un vero e proprio thriller dello spirito.

L’inizio de Il teatro del buio evoca il sapore della fanciullezza, con il prologo che vede una nonna raccontare ai propri nipoti una storia, la sua, a più di cinquant’anni di distanza dai fatti accaduti, mentre immersa nella calma apparente dei ricordi, ingaggia una sfida con la sé stessa giovane e agguerrita di un tempo.

La protagonista, Fiore, adolescente solitaria e impacciata, figlia unica di due brillanti avvocati, è a caccia di nuove amicizie e nuove avventure. La ragazzina sta vivendo l’età in cui è necessario fare il salto dal mondo della famiglia a quello degli amici, lasciando l’involucro protettivo dei genitori e tuffandosi nella vita. L’occasione buona per questo passaggio è un corso di teatro al quale la iscrive la madre, vincendo le resistenze della figlia. Qui Fiore conoscerà Bernardo ed Amina, che diventeranno i suoi amici del cuore, mentre dentro di lei nascerà un sentimento particolare per Pietro, il più bravo dei nuovi piccoli attori.

Ma nella seconda parte del romanzo le luci del teatro si spengono, oscurate dal buio di un omicidio. A morire sarà Guido Mirra, direttore del teatro e attore di fama nazionale. Chi lo ha ammazzato e perché? I quattro ragazzi si improvvisano investigatori privati scavando, con intuito e sagacia, nelle vite di tutti i membri del teatro. Uniti dalle loro rispettive solitudini, si troveranno a confrontarsi con le ragioni della morte e il suo sapore amaramente adulto. L’impresa non sarà facile, e diverse le prove di coraggio da affrontare. Fra colpi di genio e abbagli, azioni rocambolesche ed espedienti astuti, i protagonisti procederanno verso la soluzione del caso, sempre stretti l’uno all’altro da un patto di amicizia che resterà immutato a lungo, forse per sempre.

Rita Gambescia

Rita Gambescia

Le atmosfere sono quelle del giallo classico e soft, e l’attenzione del lettore si dirige soprattutto sul processo di maturazione dei protagonisti, come in ogni romanzo di formazione che si rispetti. Vengono messi a confronto, ad esempio, i rapporti fra piccoli e grandi. I primi più semplici e fatti di complicità; i secondi più complicati, distorti da interessi di natura diversa.
Il titolo del libro nasce da una spessa rete di significati. In primis perché la notte cala sul sipario dell’infanzia innocente, nel momento in cui gli occhi bambini dei protagonisti rimangono turbati dai fatti delittuosi. Buio, però, è anche sinonimo di giallo e metafora dei buchi neri delle vite di alcuni dei personaggi. Ma buio viene inteso anche come l’assassinio di un sogno che comporta uno stato di smarrimento susseguente. Tutti devono attraversare, prima o poi, le proprie paure e Fiore e i suoi tre amici lo faranno nel peggiore dei modi.

Ancora qualche parola sulla letteratura gialla, ancora oggi schiava dell’infondato pregiudizio che la considera una sorta di paraletteratura. I gialli, in verità,  sono lo specchio moderno della realtà. Un giallo, in fondo, mette in scena tutti i guasti dell’uomo contemporaneo ed ha una funzione catartica: nel momento in cui si scopre l’inganno e il colpevole, il lettore ne esce assolutamente sollevato.

Il libro e’ stato pubblicato dalla Casa Editrice pescarese Ianieri Edizioni, che ha creduto molto e da subito nella buona riuscita del romanzo.

Insomma, un libro “abruzzese doc” da infilare nella valigia delle vacanze e da far leggere ai propri figli.

 

TITOLO Il teatro del buio
AUTORE Angela Capobianchi, Rita Gambescia
EDITORE Ianieri Edizioni, Pescara
ANNO 2014
PAGINE 336

ANGELA CAPOBIANCHI è nata a Pescara, dove vive e lavora. Avvocato, ha abbandonato la carriera legale per dedicarsi alla famiglia e alla scrittura.

Ha pubblicato i thriller: Le ragioni del Lupo (Di Renzo Editore 1998), il racconto Delitto alle Terme(Il Giallo Mondadori 2001, premio Gran Giallo Città di Cattolica), I giochi di Carolina (Piemme 2006), Esecuzione(Piemme 2011, Premio NebbiaGialla 2012 e finalista nel Gran Premio delle Lettrici di Elle 2012). Il racconto A pranzo con la zia è stato inserito nell’antologia “Giallo Panettone” (Mondatori 2012). I suoi libri sono conosciuti anche all’estero. Attualmente sta lavorando alla sceneggiatura del film tratto da Esecuzione (vedi teaser trailer), che verrà diretto da Daniele Campea (trailer https://www.youtube.com/watch?v=dMvoB27EHrU).

RITA GAMBESCIA è nata a Lanciano e vive a Pescara. Ha girovagato un po’ per l’Italia fra Bologna, Milano e Roma. Giornalista professionista, ha lavorato nel campo della comunicazione fra giornali, pubblicità, web e uffici stampa. Fra le sue pubblicazioni il romanzo breve Il villaggio dove avevano tutti un cane (Pironti, 2006).

IANIERI EDIZIONI (Pescara) nasce nel 2001 con una collana dedicata agli studi dannunziani. Ad oggi, dopo 15 anni di attività, resta un punto di riferimento a livello internazionale per gli studiosi di fatti dannunziani. In seguito il progetto editoriale ha abbracciato anche la narrativa, le biografie (con la prestigiosa collana “Archivio di cultura moderna”) e il teatro, con la collana “I quaderni di Gioia”, diretta da Dacia Maraini. Punta a dare spazio alle risorse culturali dello specifico abruzzese proiettandosi sull’intero territorio nazionale con iniziative editoriali mirate. Ha dato avvio alla collana di romanzi storici “Kronos” e alla collana “L’angiolo”, che propone la migliore poesia contemporanea in edizione di pregio, attraverso una pubblicazione a cadenza annuale. Ha inaugurato la collana di narrativa e saggistica breve “Bartleby”, con l’obiettivo di dare spazio a nuovi scrittori.

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