Rocca Calascio riapre per Pasquetta.

Abruzzo green carpet cinematografico. Qui furono girati Lady Hawke e Il Nome della rosa.

La rocca all'alba nel film Lady Hawke

La rocca all’alba nel film Lady Hawke

PESCARA – Sul “green carpet” del cinema italiano, nella Hollywood sull’altipiano (di Campo Imperatore) spicca Rocca Calascio. Per Pasquetta riapre i battenti, ma, da qualsiasi angolo si ammiri la maestosità e la solennità di una delle più alte fortificazioni europee, lo si guardi con gli occhi del cinema perché in quest’area si respira la storia della settima arte. In primis, “Lady Hawke” che ha la bellezza diafana di Michelle Pfeiffer.

Roccacalascio - Il nome della rosa

Il nome della rosa

E poi l’austero monaco Guglielmo da Baskeville alle prese con delitti, inquisizione e trattati sul riso ne “Il nome della rosa”. Non è finita, la zona si presta a nuove avventure cinematografiche che oscillano fra il sacro e il profano. Dall’allegra combriccola di “Amici miei atto II” che organizza una parodia blasfema del Golgota per scoraggiare le plaghe d’amore dell’amico Gastone Moschin all’avventura terrena di Padre Pio.

Ma non è tutto, Campo Imperatore attira gli asceti e i santi, dal protagonista de “Il sole anche di notte”, al “Francesco”/Mickey Rourke e al monaco tibetano “Milarepa” di Liliana Cavani. Non sono mancati i maestri delle armi da “King David”/Richard Gere allo spaghetti western rappresentato da “Trinità”  e “Continuavano a chiamarlo Trinità”. Poco più in là a Santo Stefano di Sessanio hanno lasciato il segno Giuseppe Tornatore con “Una pura formalità” e una brutta storia della Resistenza “Porzus” nella quale l’Abruzzo si trsforma in Friuli.

RoccaCalascio Ladyhawke

Il castello nel film Lady Hawke

«Forse perché in Abruzzo esistono valori antichi che resistono nel tempo, non inaspriti dai conflitti sociali della metropoli o forse perché questa terra è fonte d’ispirazione e offre possibilità di lavorare in luoghi e situazioni a “misura d’uomo», è quanto ha affermato il regista Riccardo Milani, a proposito del suo ricorrere ai panorami abruzzese dove collocare le sue storie.

Nel suo ultimo film, “Scusate se esisto”, non solo scorci abruzzesi ma anche le eccelenze della nostra regione trovano spazio, come le ceramiche Liberati di Villamagna.

E’ stato un anno per il cinema in Abruzzo: da “Argo” girato fra Atessa, Chieti e la costa dei trabocchi a “Neve”, un noir girato fra Pescasseroli, Ovindoli, Rocca di Mezzo (che nel 1954 si trasformò in un set per “La strada” di Fellini), a “Cloro” che vede protagonista l’attrice pescarese Sara Serraiocco.

Si è perso fin troppo tempo per la nascita di una Film Commission, siamo l’unica regione italiana che non ne ha. Nella programmazione pasquale ben quattro film sono stati girati in Puglia, da “Latin lover” a “La scelta”, “Third person” e “La terra dei santi”. L’Apulia Film Commission è un volano eccezionale per il turismo pugliese. Rocca Calascio potrebbe diventare l’icona del turismo abbinato al cinema.

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