Lanciano, la processione degli Incappucciati

Si rinnova l’emozionante cammino di sofferenza del Cireneo.

Lanciano - processione degli incappucciati

Processione degli incappucciati

LANCIANO – I riti della Settimana Santa hanno senza dubbio contribuito, più d’ogni altra attività o funzione religiosa, a mantenere in vita la Confraternita della Morte e Orazione. Le celebrazioni lancianesi della Passione sono di notevole livello culturale ed emozionale. Sono supportate da una tradizione antichissima e suffragate da un accompagnamento musicale che venne composto per la specifica rappresentazione.

Le manifestazioni religiose che nel tempo hanno rivestito e rivestono particolare importanza durante la Settimana Santa sono rappresentate senza dubbio dalla Processione notturna del Giovedì Santo, o degli Incappucciati, e da quella solenne del Venerdì Santo. Anche la processione del Cristo Morto, il Venerdì Santo, è curata sempre dall’ Arciconfraternita della Morte e Orazione, con l’ esecuzione da parte della banda cittadina del Miserere, composto dal musicista frentano Francesco Paolo Masciangelo.

La Domenica di Pasqua, a mezzogiorno, avviene l’ Incontro dei Santi in Piazza Plebiscito, tra S. Giovanni evangelista, la Madonna e Cristo Risorto.

I riti pasquali lancianesi si concludono il Martedì dopo Pasqua con il tradizionale Saluto dei Santi.

Venerdi santo - Lanciano - processione degli incappucciati - Il Cireneo

Il Cireneo

Il cammino di sofferenza degli Incappucciati si identifica in un unico simbolo rievocativo, simbolo rappresentato dalla pesante Croce portata sulle spalle da un Confratello incappucciato e scalzo, il Cireneo, di cui nessuno conosce l’identità, eccetto il Priore.

Con il passare degli anni il momento dell’uscita della Processione, in base ad un decreto sull’ordine pubblico del Regno di Napoli datato 10. X. 1767, fu anticipato di un giorno, fermandosi nelle piazze dei quattro quartieri di Lanciano (Borgo, Civitanova, Sacca, Lancianovecchia) dove erano tenuti dei brevi sermoni detti anche “posate”, solennizzati dall’Arcivescovo della Città.

Altre fermate con posate venivano effettuate dentro la Chiesa di Santa Chiara e nella Chiesa della Madonna del Ponte.

Venerdi santo - Lanciano - processione degli incappucciati- la Pannarola

La pannarola

Dopo il 1845 il corteo subì altre variazioni:  infatti esso veniva, come oggi, aperto da uno stendardo detto “Pannarola”, che ha la stessa forma del fiocco situato a prua delle navi a vela, dalla cui sommità si dipartono dei fiocchi tenuti da bambini piccoli che si stringono in cerchio intorno ad esso:  rappresentano la forza motrice che fa andare avanti gli uomini attraverso il messaggio evangelico; il fiocco è seguito da gruppi di adolescenti disposti a quattro a quattro, che accollano i talami con i misteri della Passione.

A questo punto della Teoria si trova la Croce, portata a spalla da un Confratello scalzo ed incappucciato, a ricordo di quell’uomo di Cirene che aiutò Gesù Cristo nella sua ascesa al Golgota.

Lanciano - Venerdi Santo - Il Cireneo

Il Cireneo

Il Cireneo, al quale solo il Priore può accostarsi, è scortato da quattro lampioni, di stile barocco, sorretti da Confratelli, mentre davanti ad essi fanno da ala gli altri Confratelli che si alternano nell’accollare la bara del Cristo Morto. Tutti ne hanno il diritto-dovere, come  testimoniato da un verbale datato 24 marzo 1868, in cui il Priore afferma: […]solo i Fratelli hanno il diritto di accollare il Cristo nella processione del Venerdì santo, quindi sono esclusi tutti gli estranei dalla bara del Cristo ove è ammesso che i soli Fratelli[…], il tutto preceduto dallo stendardo e dal talamo raffiguranti lo stemma del Sodalizio.

La Bara viene preceduta dal Capitolo metropolitano con l’Arcivescovo, il clero, le religiose ed i religiosi, e seguita dal Priore e dal Consiglio d’Amministrazione della Arciconfraternita. Seguono il corteo le Autorità civili e militari della Città.

La Processione viene chiusa dalle Consorelle, le quali fanno ala alle statue di Maria SS. Addolorata, Maria di Magdala e Maria di Cleofa portate a spalle dai confratelli; la Priora con al proprio fianco le consorelle più anziane e meritevoli chiude il sacro corteo seguito da migliaia di fedeli.

Venerdi Santo - Lanciano - processione degli incappucciatiLa Processione è accompagnata dalle toccanti note musicali del “Christus”, musicato nel 1869 dal Maestro Francesco Paolo Masciangelo su commissione dell’Arciconfraternita. In seguito fu introdotta anche la esecuzione della Elegia composta dal Maestro Ravazzoni.

Verso la fine dell’ottocento vennero commissionati altri brani di musiche sacre, tutte di proprietà dell’Arciconfraternita, ai compositori lancianesi Bellini e Masciangelo; essi hanno musicato i noti versi del Salmo 50 Miserere, suddividendolo in dieci brani diversi: Miserere, Amplius, Tibi soli, Ecce enim, Auditui meo, Cor mundum, Redde mihi, Libera me, Quoniam, Benigne; oltre a questi Masciangelo ha composto per l’Arciconfraternita anche l’Inno a Maria.

Nel corso degli anni questi brani iniziarono a sostituire i sermoni durante le Posate ed in seguito, con l’abbandono di queste, sono stati raccolti per essere eseguiti in una audizione di Musiche Sacre nel giorno di Venerdì Santo prima dell’uscita della solenne Processione; dalla seconda metà degli anni novanta del secolo scorso, il Consiglio d’Amministrazione, in considerazione dell’entità numerica dei  brani posseduti, ha deliberato affinché venisse organizzata una seconda audizione serale completa di tutti i brani, da tenersi il Mercoledì Santo.

L’identificazione delle musiche sacre di Masciangelo, Bellini e Ravazzoni con l’Arciconfraternita stessa è praticamente assoluta.

Venerdi Santo - Lanciano - processione degli incappucciati: Il rientro in Chiesa

Il rientro in Chiesa

Quei brani ormai conosciuti a memoria dai tanti appassionati e fedeli sono come il marchio di fabbrica dei riti della Settimana Santa a Lanciano. Le note dell’Elegia di Ravazzoni e del Christus di Masciangelo, le più popolari e riconoscibili tra le altre, sono la colonna sonora della settimana di Passione lancianese, che precede la Pasqua.

Nella notte di ogni Giovedì Santo, quando si levano le prime toccanti note dell’Elegia, l’emozione si fa sempre più grande. È il richiamo al raccoglimento, al silenzio ed alla preghiera per l’imminente uscita in processione dei confratelli incappucciati.

I riti della Settimana Santa lancianese sono gestiti da quattro delle nove confraternite cittadine:

L’ Arciconfraternita della Morte e Orazione, sotto la protezione di S. Filippo Neri, con sede nella chiesa di Santa Chiara;

La Confraternita dei Santi Simone e Giuda Taddeo, con sede nella chiesa di S. Agostino;

La Confraternita della Concezione, con sede nella chiesa di Santa Maria Maggiore;

La Confraternita del Santo Rosario, con sede nella chiesa del Purgatorio.

Le foto sono state tratte dal video Giovedì Santo 2014 a Lanciano processione degli Incappucciati Claudio Senerchia

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