Il solenne e suggestivo Venerdì Santo di Chieti

 L’antica processione fu definita da D’Annunzio «una fontana di lacrime»

CHETI – Gabriele d’ Annunzio la descriveva come “una fontana di lacrime”, Francesco Paolo Michetti l’ ha rappresentata con colori chiari, ma con tratti evanescenti, fissando un’ emozione non percettibile, ma toccante.

F. P. Michetti: il Venerdi Santo a Chieti

F. P. Michetti: il Venerdi Santo a Chieti

E’ la più solenne fra le cerimonie che si tengono in Abruzzo. Contribuiscono il buio della sera e i tripodi accesi che illuminano il percorso.

La celebrazione del Venerdì Santo è un evento famosissimo che si perde nella notte dei tempi, è una delle più solenni processioni tanto da essere considerata la più antica d’Italia. L’origine della processione risale all’800 d.c. ma solo nel sedicesimo secolo, con la nascita della Confraternita  cui prese l’incarico di curarla, la manifestazione ebbe la sua continuità.

La processione, dunque, è organizzata dall’ Arciconfraternita del Sacro Monte dei Morti, ma prevede la partecipazione di tutte le altre Confraternite, secondo un cerimoniale stabilito fin nei minimi particolari.

Tutti i confratelli indossano l’ abito del proprio sodalizio e procedono incappucciati in segno di penitenza e di lutto, mentre le donne, anch’ esse riunite in associazioni di carattere religioso, indossano l’ abito nero di cerimonia.

Venerdi Santo: Chieti - Michetti

La processione

Il corteo che avanza tra i suggestivi scorci del centro storico, è reso ancor più spettacolare dalla presenza dei Cavalieri del Santo Sepolcro e dal bagliore del fuoco che arde nei tripodi, illuminando il percorso.

La Schola Cantorum della Cattedrale, accompagnata da una orchestra di oltre 150 archi, esegue ininterrottamente il Miserere di Saverio Selecchy, musicista teatino.

Il passo ritmico dei portatori dei Trofei della Passione e delle statue, detto lo “struscio”, è ritmato dalla “troccola”, strumento di legno che durante gli uffici della Settimana Santa sostituisce il suono delle campane. Di particolare valore artistico sono la statua dell’ Addolorata, che indossa un abito di pesante seta ricamata a fili d’ oro, e la bara di Cristo Morto, ricoperto da un preziosissimo velo trapunto di gioielli.

La processione parte dalla Cattedrale di San Giustino, intorno alle 19.00, ma già ore prima, la piazza della Cattedrale, il corso e tutte le altre vie in cui passa il corteo, sono gremite di gente per prendere posto.

Qui tutti i confratelli incappucciati in segno di penitenza e di lutto precedono le donne che indossano l’abito nero anch’esse in segno di lutto. Il corteo è reso ancor più spettacolare dalla presenza dei Cavalieri del Santo Sepolcro e dal bagliore del fuoco che arde nei tripodi e che illumina il percorso, mentre la Schola Cantorum della Cattedrale, accompagnata da una orchestra di oltre 150 archi, esegue ininterrottamente il Miserere di Selecchy.

Venerdi Santo: Chieti - Michetti

Il coro intona il Miserere di Selecchy

Dalle ore 10,00 del venerdì santo, presso la Cattedrale di San Giustino, vengono esposti i simboli della passione. Nel pomeriggio, dalle ore 15,00, il centro storico verrà interdetto alle vetture, mentre un Bus navetta gratuito assicurerà il collegamento tra il parcheggio del Palatricalle e Largo cavallerizza, nel centro storico.

La grande particolarità di questa processione è proprio l’obbligatorietà della tradizione nel doverla celebrare con qualsiasi impedimento. Nel 1944 i fedeli vennero messi a dura prova perché si trovarono in pericolo dato il secondo conflitto mondiale in corso e il divieto, da parte dei Tedeschi, di celebrare qualsiasi cosa; la fede ebbe il sopravvento anche se bisognò scappare dalla Cattedrale.

 

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