Manganelli: l’Abruzzo e il tempo

Tutto l’Abruzzo è intriso di tempo;

La torre di Forca di Penne

La torre di Forca di Penne

e’ un luogo che lentamente si spoglia del proprio passato, che custodisce una storia difficile, scabra.. Vi sono città antichissime, come Atri, antiche come Sulmona, meno antiche come L’Aquila, ma in tutte il tempo perdura con una pazienza, una lenta ostinazione che affascina. Non è il tempo elegante e ciarliero della bella Toscana, non il tempo cerimonioso e paludato di Roma fastosa, ma un tempo che sa di vecchio e insieme di inveterato, un tempo disadorno e severo, ancora un tempo in cui soggiornano silenzio e solitudine. Il tempo qui diventa mura grigie di poderose costruzioni. Sebbene il tempo sia pervasivo, esso è anche un tempo anonimo.

Pescina - mura ciclopiche

Pescina – mura ciclopiche

L’Abruzzo è fitto di luoghi senza nome, torri di cui si è dimenticato senso e costruttore, di castelli diruti in cui non sembra non siano mai stati abitanti degni di memoria. Mi affascinano le mura ciclopiche di Pescina, costruita da popoli di cui è incerto anche il nome. L’anonimato dei morti occupa l’Abruzzo ed è parte di questa terra che coltiva tuttora un’antica discrezione pastorale.

Giorgio Manganelli, La favola pitagorica, Adelphi edizioni, Milano, 2005

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Manganelli: l'Abruzzo e il tempo
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