D’Ascanio e l’ossessione del volo

Un film sull’ingegnere ma nessun cimelio all’aeroporto per celebrare il suo ingegno

Corradino d'Ascanio

Corradino d’Ascanio

PESCARA – «Sono arivato sempre fuori tempo, o un po’ prima o un po’ dopo» sostiene Corradino d’Ascanio in una lettera a Segej Sikorski, figlio di Igor, uno dei padri dell’elicottero. L’ingegnere di Popoli fu l’iniziatore assoluto del volo verticale, anche se la paternità dell’invenzione venne attribuita a Sikorski e a Bell, con una differenza. Il padre (russo) dell’elicottero riconobbe che l’apporto di D’Ascanio fu determinante. Lo desumiamo da una lettera che l’ingegnere popolese invia a Sergej quando ha ormai oltre 80 anni ma non ha smesso di creare. L’elicottero resta un chiodo fisso, aveva partecipato al congresso dell’American Helicopter Society nel 1948 e solo allora fu salutato come un iniziatore assoluto.

Si chiude un cerchio: per la prima volta c’è un riconoscimento pubblico all’attività di studio sul volo verticale che D’Ascanio portò avanti negli anni Trenta fra la Fonderia Camplone di Pescara e Ciampino. Solo le beghe e la cecità dei vertici militari dell’éra fascista impedirono la nascita dell’elicottero di D’Ascanio. Nel Dopoguerra ci fu il periodo Piaggio che si concluse con un incidente di volo e l’archiviazione definitiva del sogno del volo verticale. In mezzo alle due epoche c’è la Vespa, lo scooter che rimise in moto gli italiani dopo i guasti del secondo conflitto mondiale. Un prodotto di concezione aeronautica. Una carrozzeria portante e leggera che proteggeva il conducente da schizzi d’acqua e polvere, una sospensione mutuata dal carrello anteriore dei bombardieri Piaggio, la sella, che faceva parte della dotazione degli aerei da guerra Piaggio, era il sedile del mitragliere. Invece delle pentole in alluminio le fabbriche di Biella e Pontedera raccolsero la sfida di Enrico Piaggio per la riconversione industriale, bruciando le tappe nella realizzazione di un mezzo leggero e pratico per far ripartire l’Italia. Solo a metà degli anni Sessanta si passò dalle due alle quattro ruote con la mitica 600 Fiat in pieno boom economico, ma nel frattempo la Vespa venne scoperta dai giovani e con il modello 50 cc. inaugurò un’altra éra, quella che riconosceva ai giovani un ruolo a sé nella società italiana e non solo sulle note dalla musica d’Oltre Manica  e d’Oltreoceano. La cosiddetta contestazione viaggiò in Vespa. Fenomeno sociale oltreché rivoluzione nella movimentazione di uomini e cose, ma tutto ciò non basto’ a placare la voglia di creare di D’Ascanio. Nella lettera a Sergej Sikorski chiede di poter essere coinvolto, nonostante la tarda età, alla risoluzione di qualche problema ancora insoluto nel campo del volo verticale.

Corradin d'Ascanio

Corradino d’Ascanio

Resta il volo il grande sogno dell’ingegnere di Popoli. E’ quanto si evince dal documentario “Una Vespa mi ha punto” di Leonardo Araneo, presentato giovedì 11 febbraio nella sala 2 del cinema Massimo. Un’operazione che ha avuto il contributo non solo documentale della Soprintendenza archivistica per l’Abruzzo. Maria Teresa Spinozzi e Jolanda D’Incecco hanno dato un corposo controbuto testimoniale al lavoro cinematografico che non si è avvalso di una voce fuori campo ma si è dipanato attraverso le testimonianze di familiari di D’Ascanio (la nipote Maria) di vecchi e nuovi dirigenti della fabbrica Piaggio di Pontedera e di personaggi di Popoli. Il lavoro è stato possibile grazie al contributo della Fondazione PescarAbruzzo. L’ennesima celebrazione dell’ingegno di un grande abruzzese al pari di quel Pomilio (in realtà si tratta di Ottorino, probabilmente il più creativo degli undici figli di Livio Pomilio) che hanno fatto grande l’aeronautica italiana, magari con qualche decennio di anticipo per stare alle parole di D’Ascanio. Quello che è ancora tutto da scoprire del genio di D’Ascanio è il contributo allo sviluppo del volo tout court, insieme a Ottorino Pomilio (il suo libro su come si costruiscono gli aeerei è stato ripubblicato nel 2008 negli Usa a 90 anni dalla prima uscita).

Corradino d'Ascanio DAT2

Corradino d’Ascanio DAT2

Né guasterebbe un segno tangibile del lavoro di D’Ascanio, magari esponendo all’aeroporto di Pescara un suo elicottero, che si alzò in volo seppur per pochi centimetri a poche centinaia di metri dallo scalo pescarese. O magari (se esiste ancora) il caccia Pomilio-Gamma, progettato interamente da D’Ascanio insieme all’inclinometro e all’elica ad assetto variabile, altri due contributi eccezionali all’evoluzione del volo dell’uomo. Un omaggio importante al genio di D’Ascanio lo volle il compianto Giovannino Agnelli: il museo della Vespa di Pontedera, l’omaggio più esaustivo alla creatività di D’Ascanio con l’evoluzione dei vari modeli. Nel 1996, un anno prima della prematura scomparsa, Giovannino presenziò a palazzo Colonna, in piazza Santi Apostoli, nella Galleria della Sala Grande location della sequenza finale del film “Vacanze romane”, primo spot del cinema alla due ruote di D’Ascanio, alla celebrazione del cinquantenario della Vespa. Ebbe parole di encomio per D’Ascanio, non ebbe il tempo di veder realizzato il suo museo. A noi il lavoro di Araneo ci ha regalato una stupenda sequenza dell’ingegnere al lavoro mentre schizza le varie componenti della Vespa, partendo dalla postura del conducente, dell’uomo che deve utilizzare il mezzo, rispettando l’uomo e non costringendolo a piegarsi alla macchina. «La funzione dell’industria  soleva ripetere Giovannino Agnelli – non è solo e neanche principalmente quella del profitto. Lo scopo è migliorare la qualità della vita mettendo a disposizione prodotti e servizi». Un concetto ricorrente nel buon capitalismo italiano, a cominciare da Adriano Olivetti, per finire a un altro grande abruzzese, l’economista Federico Caffè, in onore del quale _ ha dichiarato il prof Nicola Mattoscio, presidente di PescarAbruzzo _ è stata istituita una fondazione.

Corradino d'Ascanio

Corradino d’Ascanio

Dalle celebrazioni si deve passare ai fatti (lo stesso Mattoscio ha anticipato la nascita di una fondazione D’Ascanio),  un corner dedicato a D’Ascanio nell’aeroporto (Mattoscio è anche neopresidente della Saga) con cimeli e testimonianze della sua creatività (come la replica dello Spirit of Saint Louis esposto all’aeroporto di Minneapolis o l’originale esposto all’aeroporto di San Diego) contribuirebbe a implementare il turismo di questa terra generosa anche nello sfornare grandi uomini.

Summary
Article Name
D'Ascanio e l'ossessione del volo
Author
Description
Corradino D'Ascanio e le sue invenzioni nel campo dell'aviazione.
Share onShare on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+Pin on Pinterest