“Italians do it better”, gli italiani lo fanno meglio. Gli abruzzesi di più.

Twitter Madonna-Suor Cristina

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E’ quanto si evince dall’ultima sortita di Madonna, la cantante, ballerina, attrice e regista di origini abruzzesi. Da un po’ era finita in naftalina, lontai i tempi in cui indossava la t-shirt nera con la ormai famosa frase. Nel video di “Papa Don’t Preach”. Resta un’icona Louise Veronica Ciccone,  la ragazza di Bay City di chiare origini italiani. Anzi abruzzesi. I nonni paterni, Gaetano Ciccone e Michelina Di Iulio sono nati all’inizio del XX secolo a Pacentro, la cittadina caratterizzata dalle torri e da un famoso ristorante, la Taverna de li Caldora, alla quale la nipote impertinenete non manca di far riferimento, sperticandosi  dal 1989 in saluti ai parenti dal palco dei suoi concerti italiani. C’è anche un video che la ritrae con i parenti della valle Peligna. Le sue chiare origini italiane sarebe confermate dal cattivo carattere, dalla passionalità, dalla tendenza al pianto facile, dalla gestualità quando parla e dalla passione per le scarpe. Ha dimenticato il bel canto. Giustamente. Le sue performances sono lontane dallo stile italiano. Ma guai alle invasioni di campo. Suor Cristina, vincitrice di Voice of Italy ha inciso nella sua prima raccolta di canzoni, la sfacciata “Like a virgin”, che ci stava bene per il lancio della neo diva autoproclamatasi Madonna. Ma suor Cristina ha voluto smussare gli angoli, farne una canzone che è quasi una preghiera e mrs Ciccone non l’ha digerito: Confermando la sua rissosità tutta italiana ha inviato un ironico hashtag “toccata per la prima volta” accostando un’espressione ieratica di suor Cristina nel video girato per l’occasione al sua altrettanto ieratica ma vieppiù maliziosa nel suo video di “Like a virgin”, entrambi girati a Venezia. In tutto questo cosa c’entra l’Abruzzo. Niente, se non un pizzico di permalosità che avvicina la  cantante originaria di Pacentro ai conterranei dei nonni partiti per gli Stati Uniti nel 1919, subito dopo il primo conflitto mondiale. Resta poi il legame con la terra degli avi. Nel 2009, attraverso una fondazione, la Ray of light foundation, invià più di mezzo milione di dollari per la ricostruzione dell’Aquila, colpita dal terremoto, ma pare che quei soldi non siano mai arrivati.  Perfino un’interrogazione parlamentare ci fu per chiarire il giallo, alla fine rispuntarono nel calderone di interventi fatti dalla Croce Rossa Italiana. Almeno l’affetto e la generosità della pop-star per la terra dei propri avi restano incontaminati.

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One Comment
  1. Angelo Brigante